Tiroide


La tiroide è una ghiandola endocrina situata nel collo, davanti alla trachea. È costituita da due lobi simmetrici uniti da un istmo. Serve per produrre  ormoni coinvolti nel metabolismo mediante la captazione dello iodio.

La ghiandola può presentare alterazioni nel suo funzionamento con diminuzione della produzione di ormoni (ipotiroidismo) o aumento degli stessi (ipertiroidismo). La causa può essere rappresentata dalla presenza di un nodulo iperfunzionante (adenoma di Plummer) , da una patologia diffusa della ghiandola di origine autoimmune (Morbo di Basedow) o da forme infiammatorie (tiroiditi).

La diagnosi verrà eseguita mediante il controllo della funzionalità degli ormoni tiroidei (fT3, fT4, TSH) , dall’eventuale ecografia e dalla valutazione endocrinologica. La terapia potrà essere medica o chirurgica, in caso di insuccesso della prima.

 

TUMORI BENIGNI DELLA TIROIDE 

Nel contesto della ghiandola possono formarsi noduli singoli, a contenuto solido , liquido o misto, con o meno alterazione della produzione di ormoni tiroidei (nodo di Plummer). Il nodulo singolo va sempre studiato ecograficamente ed eventualmente sottoposto ad analisi citologica mediante agoaspirato sotto guida ecografica.  Nei casi sospetti l’endocrinologo consiglierà l’asportazione di tutta la ghiandola o della porzione di ghiandola malata (tiroidectomia totale o emitirodectomia). Oppure possono formarsi più noduli che aumentano progressivamente di volume (gozzo o struma). E’ una patologia molto comune che richiede terapia medica, o chirurgica nei casi in cui la ghiandola comprimesse la trachea, o nel caso in cui ci fossero noduli sospetti all’ecografia.

 

TUMORI MALIGNI DELLA TIROIDE

Si distinguono in differenziati (carcinomi papillari e follicolari) , indifferenziati, midollari e forme rare (tra cui linfomi e sarcomi)

La variante più comune è il carcinoma papillare della tiroide. Presenta spesso una diffusione linfonodale ma nel 95% dei casi la malattia risulta confinata a livello cervicale. Il carcinoma follicolare è più raro, presenta raramente metastasi ai linfonodi cervicali ma più frequentemente a distanza (polmonari o scheletriche).

Il carcinoma midollare origina dalle cellule parafollicolari  C della tiroide finalizzate alla produzione di un ormone che controlla il metabolismo del calcio (la calcitonina). Può presentarsi in forma sporadica oppure associarsi al altre neoplasie di origine endocrina multipla (MEN).  E’ caratterizzata da elevati livelli sierici di calcitonina e la diffusione della malattia per via linfatica ed ematica.

Il carcinoma anaplastico della tiroide è molto raro, ha un alto grado di malignità con metastasi locali e a distanza.

La diagnosi va effettuata insieme al collega endocrinologico mediante esami ematochimici (fT3, fT4, TSH, CT, PTH, Calcemia, Fosforemia) ed esami strumentali (ecografia, agoaspirato, TC e RM, SCINTIGRAFIA). Lo specialista ORL valuterà l’opzione chirurgica e la motilità delle corde vocali pre operatoria mediante fibrolaringoscopia.

L’intervento prevede l’asportazione di tutta la ghiandola o di una parte di essa (tiroidectomia totale o emitiroidectomia) mediante un incisione cutanea lungo le pieghe del collo. L’intervento può essere eseguito per via tradizionale o “mininvasivo” (MIVAT) con l’ausilio di endoscopi a fibre ottiche.

I rischi legati all’intervento sono quelli comuni a ogni chirurgia (sanguinamento postoperatorio) o specifici per questa zona (lesione del nervo ricorrente o delle paratiroidi), che si cerca di prevenire con estrema meticolosità delle tecniche chirurgiche e con strumentazione all’avanguardia (monitoraggio intraoperatorio de nervi laringei). La dimissione è prevista 2-3 gg dopo l’intervento. Il paziente dovrà eseguire terapia ormonale sostitutiva (Levotiroxina) in base al prorpio peso.

In caso di patologia neoplastica maligna verrà valutata in base all’esame istologico la possibilità di effettuare successivamente la terapia radio metabolica.